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Regolamento integrale
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view post Posted on 7/11/2007, 18:35Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 3/1/2010, 17:04


1° INTERROGAZIONE

1)Dalle origini alla presa di Taranto
L’Italia prima di Roma.
E’ solo con l’inizio dell’età del ferro che nelle testimonianze archeologiche i popoli della Lazio e della Toscana meridionale , aree economicamente più avanzate , iniziano ad assumere caratteri propri , questo avverrà nel resto della penisola 3 secoli dopo.
Le popolazioni presenti in quelle aree erano gli Etruschi a nord e le popolazioni Sabine ed Osche a sud-est .
La cultura Etrusca, stanziata in toscana ed Emilia Romagna si configura subito come più ricca e complessa , in grado di influenzare i primi secoli a Roma mentre Sabini ed Oschi costituirono un grosso blocco etnico chiamato Italo – osco – umbro .
Culturalmente e linguisticamente si distinguono anche i Veneti stanziati invece nella pianura padana orientale, e l’antico popolo dei Liguri in quella occidentale .
Successivamente la colonizzazione greca favorisce il meridione nel quale nascono nuovi fiorenti colonie, ma comunque le nuove colonie già avevano forti rapporti economici con la Grecia .
Le scoperte archeologiche.
Secondo l’erudito Marrone Roma era stata fondata nel 753 , data che sembrò confermata quando alla fine della seconda guerra mondiale sul colle palatino furono rivenuti resti delle capanne risalenti proprio a quel secolo . Tuttavia si può affermare secondo altri ritrovamenti che quei luoghi erano già abitati secoli prima .
Roma diventerà inoltre centro di riferimento per la regione e vera è propria “città” solo nel 650 a.c. data dell’ ritrovamento delle prime pavimentazioni e di un luogo di riunioni.
Il periodo regio.
La tradizione storiografica vuole che la fondazione di Roma coincida con la creazione di una nuova città aperta a tutti le popolazioni di quel tempo sul colle palatino , compiuta da Romolo, da qui nasce appunto la legenda dei 7 re che governarono Roma .
Il primo fu Romolo che si alleò con i Sabini di Tito Tazio , il secondo fu Numa Pompilio a cui si attribuisce un periodo di pace e l’organizzazione dei culti , poi segui Tullio Ostilio che fu ricordato per la conquista di Alba Longa, successivamente il dominio passo ad Anco Marzio che si occupò di rafforzare i commerci estendendo i confini fino ad Ostia e costruendo il primo ponte sul Tevere .
In questo periodo ci fu una forza influenza degli Etruschi per questo gli ultimi re furono proprio Etruschi ; Tarquinio Prisco sviluppò il settore economico ed urbanistico , a lui segui Servio Tullio figlio di una schiava Romana e di un principe Etrusco si occupò della creazione della prima cinta muraria e creo una costituzione timocratica.
La nascita della repubblica.
Il settimo re fu Tarquinio il Superbo , che governò poco per via di un colpo di stato che lo spodestò dal trono, in favore della popolazione che istitui’ magistrature annuali elette dal popolo , e rimase invariato il senato che mantenne il suo ruolo come organo di consulenza e controllo.
Etruschi e Latini.
Tarquinio però non si diede per vinto e chiese aiuto a Porsenna , re etrusco , che mosse guerra a Roma. Successivamente alcuni storici stabiliscono che Roma non fu mai sottomessa , mentre altri affermano l’opposto , ma dopo essere stata sottomessa fu salvata da popoli Latini.
Alla conquista dell’Italia.
Roma conquisto pian piano le popolazioni latine confinanti , ma poco dopo strinsero un patto di alleanza con queste ultime , dopo questo periodo Roma si trovò in un momento difficile per via delle lotte interne tra le varie classi sociali, e quindi le popolazioni come quella dei Galli ne approfittarono ed invasero la città saccheggiandola , i Romani successivamente ristrinsero un alleanza con i Latini e riuscii a prendere il predominio dell’ suo stato dopo una serie di battaglie.


2)Le istituzioni di Roma arcaica.
Dalle tribù allo stato.
La subordinazione del cittadino allo stato caratterizzò i primi secoli a Roma fino allo scoppio della guerra con Cartagine.
La clientela.
Nell’età storica della clientela ci fu l’istaurarsi di un vincolo basato su una mutua fiducia tra chi assicura protezione e assistenza , il patronus , e chi promette obbedienza , il cliens il vincolo è sancito dalla fides , ovvero la garanzia reciproca che regola anche i rapporti sociali.
La riforma serviana.
La monarchia Etrusca , come la parallela esperienza delle tirannidi in Grecia contrastò il predominio dei patricii e appoggiò la plebe e le classi emergenti sprovviste di potere, come commercianti artigiani e nuovi cittadini di Roma. Poi fu introdotta l’assunzione in battaglia della tattica detta oplitica , ovvero una schiera di soldi armati molto pesantemente e con quindi armature molto costose , che però venivano assegnate a tutti e non solo ai patricii ma anche ai plebei , questo stimolava molto le classi più basse che si sentivano uguali a quelle più importanti.
Dopo questi cambiamenti allora fu istituita la Riforma Timocratica dove i Romani furono divisi in 193 centurie raggruppate a loro volta in cinque classi di censo decrescente. Cosa molto importante è che il peso politico era proporzionato al censo e non alla consistenza numerica .
Le lotte tra patrizi e plebei.
Per quanto possa sembrare strano , la nascita della repubblica costituii un momento di arresto nel processo di democratizzazione, infatti il potere entro nelle mani di poche classi e gli esclusi non furono contenti e si scatenarono una serie di battaglie interne. Alla fine di quel secolo Roma riuscii a stabilizzarsi attraverso il riconoscimento del diritto della plebe di eleggere i propri rappresentanti, i tribuni, la tappa di maggior importanza si avrà qualche secolo dopo con l’elezione del primo console plebeo.
La laicizzazione del diritto.
Il potere politico dei patricii si esercitava anche attraverso le cariche religiose , i pontefici potevano giudicare i fenomeni naturali avevano il pieno controllo sul patrimonio delle formule orali , quindi si cerco con successo di far si che anche i plebei potessero accedere al collegio pontificale.

3)La lingua e l’alfabeto.
Gli indoeuropei.
E’ ormai noto che il latino , il greco , il sanscrito , le lingue germaniche e molte altre ancora derivano dall’indoeuropeo, cioè da una lingua o , più prudentemente , da un insieme di dialetti parlati da gruppi stanziati nelle regioni dell’Asia centrale o dell’ Europa continentale.
Citazioni di autori latini ed iscrizioni attestano la presenza, oltre che del latino , di altre lingue indoeuropee.
“Razza”,lingua ,cultura.
Fino ad alcuni decenni fa ,gli studiosi pensavano che ad ogni modifica significativa della cultura materiale di un popolo sottintenderebbe anche un cambiamento etnico e politico.
Ogni popolo veniva chiamato dagli studiosi per il tipo di sepoltura dei defunti ;
I latini furono chiamati gli “inceneritori” (incenerivano i defunti ) gli osco-umbri invece “inumatori” ( seppellivano i defunti ) . Questo sistema fu preso abbandonato poiché come già detto le modifiche nella cultura possono cambiare quasi totalmente una civiltà
Il latino preletterario.
L’origine di Roma è la prova più evidente del processo di integrazione difatti inizialmente era composta da Titienses , Ramnesnses , Luceres ( Sabini , Etruschi , Latini) nonostante questo la lingua utilizzata fu proprio il latino , ma non ci sono pervenute molte testimonianze scritte e quelle poche che abbiamo sono delle testimonianze epigrafiche ed anche formule trasmesse in testi letterari.



L’alfabeto.
L’alfabeto latino che conosciamo è stato fissato nel 1° secolo a.C. e deriva da quello greco ,occidentale di una colonia della magna Grecia, ( si pensa fosse Cuma ) in parte diverso da quello ionico in uso ad Atene , il passaggio di questo alfabeto non avvenne direttamente ma tramite gli etruschi , come dimostra l’assenza del segno “G” dato che gli etruschi non distinguevano il suono tra “G” e “K”.

4) La nascita della letteratura latina.
240 a.C. : nasce la letteratura latina.
La letteratura latina ha una data di nascita ben precisa, caso raro nella storia delle civiltà europee: a Roma la letteratura nasce esattamente nel 240 a.C. quando lo stato incaricò Livio Andronico, originario di Taranto di tradurre e mettere in scena una fabula greca in occasione dei ludi Romani.
Rapporto con il sacro.
La letteratura latina nasce con un genere scenico: per la complessità stessa dell’organizzazione degli spettacoli , il teatro antico , sia greco che latino si può sviluppare solo in spazi ben strutturati ed avanzati . A Roma è lo stato a finanziare queste opere a differenza di Atene dove lo facevano dei privati , ma come ad Atene l’ambito è quello di una “festa sacra”. Quindi la religione che gioca un ruolo fondamentale in quasi tutti i campi influenzerà molto gli spettacoli teatrali.
Subordinazione del cittadino allo stato.
La letteratura non nasce per rispondere a qualche bisogno ma per diretto intervento dello stato romano, grazie a questo l’uomo si sente più cittadino e procede ad un suo affrancamento nella civiltà
Nascita in ritardo della letteratura.
Quando la letteratura nasce Roma esiste come stato da quasi 500 anni , ma non si sa come mai in questi 500 anni non si è avuto un impulso per sviluppare la letteratura . l’unico modo per spiegarlo e che si può affermare che la letteratura nacque solo quando lo stato lo ritenne utile, quando cioè Roma durante la seconda guerra punica dovette affacciarsi sul mediterraneo ed ebbe bisogno di utilizzare la letteratura come potete veicolo ideologico.
Dipendenze dai modelli greci.
La letteratura oltre a nascere in ritardo nasce come copia di quella greca , inoltre il primo traduttore Livio Andronico è greco di cultura e non troveremo tra i primi autori uno originario di Roma

ECDOTICA:

Ecdotica in filologia è la critica del testo la cui finalità è quella di riavvicinare un testo il più possibile alla sua forma originaria, ossia a quella voluta dall’autore.

TRADIMENTO CREATORE :

Si ha il tradimento creatore quando un testo va oltre gli intenti e le destinazioni spazio – temporali che l’autore ha assegnato :
tale variazione può essere di natura spaziale e / o temporale .

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view post Posted on 30/11/2007, 17:01Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 3/1/2010, 17:04


-Crescita agricola e demografica
Il Medioevo lo possiamo dividere in basso ed alto.
IL basso Medioevo fu interessato da importanti caratteristiche , una crescita demografica un forte sviluppo delle aree coltivabili e un potenziamento delle tecnologie agrarie.
Non è ben stabilito la cronologia del susseguirsi di questi eventi quindi li vediamo nel loro insieme.
Possiamo pensare che il potenziamento delle aree tecnologiche abbia portato , insieme allo sviluppo delle aree coltivabili , un notevole benessere comune che ha portato a sua volta ad un incremento demografico.
Nell’ alto Medioevo il bosco era l’elemento fondamentale , infatti era visto come un integratore economico , dove venivano fatti pascolare gli animali , dove veniva praticata la caccia ecc.
Nel basso Medioevo ci furono numerosi disboscamenti , ma furono compensati dai fattori positivi citati in precedenza e quindi nacque un vero e proprio sistema di economia agricola, in grado di sfamare la popolazione e di produrre eccedenze , questo si ebbe grazie alla rotazione triennale, che andava a sostituire quella biennale. Nella rotazione triennale a differenza della biennale si divideva il terreno in 3 parti e si lasciava 1 di queste a maggese e a turno si invertivano le tre parti che erano composte da maggese cereali e legumi. Inoltre ci furono miglioramenti nella ferratura degli zoccoli e nel collare , e fu sostituito al carro di legno , uno di ferro con ruote che velocizzava il lavoro. Un altro protagonista della dell’incremento produttivo fu il mulino ad acqua e a vento.

-La città i mercanti gli artigiani
Un altro fenomeno molto importante consiste nella rinascita urbana , sviluppata in modo particolare in 4 aree del territorio : l’Italia centro-settentrionale le Fiandre la regione Renana e le città Baltiche tedesche . Questa riprese avvenne grazie alle forti attività commerciali che favorirono l’urbanizzazione. Difatti ci fu un improvviso cambiamento dello stile di vita , cambiamento che però avvenne in ritardo per la Chiesa che continuò a definire peccaminose le attività che avevano come scopo l’incremento di guadagni e in generale l’attività economica tendente al profitto. Viceversa la cultura mercantile obbligava a sviluppare un nuovo senso del tempo e dello spazio legato alla produttività e ad uno spirito imprenditoriale estraneo al Alto Medioevo.
Cosa molto importante era il rapporto tra città e campagna infatti :
In Europa le città si svilupparono in contrapposizione con i grandi feudi e apparivano come isole commerciali all’interno del vasto mare del sistema rurale, mentre in Italia fu subito evidente la maggiore interazione tra città e campagna .

La crisi del 300
-Il crollo demografico e le sue cause
A partire dall’inizio del XIV secolo si segnalarono gravi carestie, e quindi un impressionante incremento della mortalità, a risentirne fu la bloccata crescita della popolazione.
Le cause furono molteplici ma le principali erano : l’estinzione di terreni coltivabili e il progressivo disboscamento , questo mise in crisi l’attività edilizia e la cantieristica navale.
Inoltre si susseguirono una serie di eventi climatici negativi , che portarono all’ irrigidimento dell’inverno , questo non giovò all’attività agricola chesi avvio verso il declino, nel momento in cui cera maggiore domanda da parte della popolazione.
La fame portava inevitabilmente al diffondersi di epidemie , una di queste fu la peste .

-La peste
Tra le epidemie quella che produsse gli effetti più devastanti sulla popolazione fu l’epidemia di peste , la peste è una grave infezione , sono portatrici le pulci parassiti dei topi, e salvo in casi rari porta in pochi giorni alla morte della persona colpita. Le conoscenze mediche del epoca non erano all’altezza , e dato che il contagio si diffondeva anche nell’aria era incontrastabile.
-L’epidemia di peste e il suo strascico infinito di morti sconvolsero profondamente la società dell’ epoca. Difatti spesso la popolazione creò sommosse contro i grandi proprietari terrieri accusandoli di non essere in grado di rimediare all’epidemia.
Si avvio una ricerca disperata del colpevole della peste che colpii gli ebrei , infatti gli umani pensavano che la peste fosse una sorta di punizione divina per i peccati dell’uomo.

-Il conflitto sociale a Parigi
La tragedia della peste e le varie problematiche spinsero la popolazione a spostarsi in massa nelle grandi città , dove iniziarono delle guerre civili per via della differenza sociale ed economica tra ricchi e poveri.
Dopo la sconfitta della Francia contro l’Inghilterra si scatenò una rivolta antimonarchica a Parigi.
E il re fu obbligato a concedere maggior potere all’ assemblea degli stati generali.

-Le rivolte contadine in Francia
Il crollo demografico provocò inoltre una diminuzione dei prezzi dei prodotti principali per via della scarsa richiesta.
Molte terre coltivate furono abbandonate, la vita nelle campagne subii profonde trasformazioni, la riscossione delle tasse diventò sempre più problematica e i signori ricorrevano sempre di più alla forza per richiedere i soldi. Nelle campagne iniziò il fenomeno delle rivolte sanguinose , con assalti alle ville padronali e alle proprietà del clero. Questi assalti crearono scene di una violenza inaudita.
E si creò una grande paura nei confronti di queste rivolte , che non avvenirono solo in Francia ma anche nelle campagne inglesi italiane , per via del disagio economico e del malcontento della popolazione.

-I tumulti nella città di Firenze.
In Italia il vero e proprio scontro fu quello che oppose i Ciompi ( i lavoratori salariati del settore tessile ) ai rappresentanti dell’ordine cittadino delle arti maggiori , allora il potere veniva gestito da un ottetto e da un gonfaloniere di giustizia che era un specie di intermediario , definito “degli otto santi” che rappresentava un compromesso tra le arti maggiori e la borghesia. Questo governo esprimeva essenzialmente il pensiero delle 7 maggiori corporazioni e rappresentava i grandi mercanti a discapito dei piccoli commercianti e degli artigiani.
Le arti minori avevano quindi poco potere politico mentre i lavoratori salariati come i ciompi non avevano alcun potere politico. Per questo si scatenò una rivolta , le case dei ricchi vennero aggredite e saccheggiate , il governo tuttavia mantenne posizioni moderate e non diede conto ai rivoltosi.
I ciompi quindi scatenarono una nuova rivolta che ebbe successo e portò al riconoscimento di 3 nuove arti che furono attribuite ai praticanti delle arti minori inoltre il gonfaloniere di giustizia fu un rappresentante dei ciompi, tuttavia non si ebbero gli effetti desiderati dai ciompi che scatenarono una nuova rivolta e proposero un programma più radicale . Questa volta però i ciompi si ritrovarono soli , per via del mancato appoggio delle arti minori , questo portò ad una soppressione dei ciompi ed ad un ritorno alle origini con l’abolizione delle 3 nuove classi.

-Predicazione religiosa e protesta sociale: John Wycliffe.
Anche in Inghilterra scoppiò una rivolta nelle campagne che esprimevo lo stesso disagio sociale italiano associato però ad una forte componente religiosa . Il tutto iniziò con le proteste di John Wycliffe che trovarono maggiori consensi nelle aree di insoddisfazione sociale. Tentava di destabilizzare l’ordine gerarchico della chiesa e la polemica contro la corruzione del clero.
Wycliffe fondò un movimento religioso chiamato dei lollardi o poveri predicatori che sostenevano la povertà evangelica e la condivisione dei beni. Essi ottennero ampi consensi presso gli strati più bassi della popolazione urbana e cittadina.
Un sacerdote importante che aderii al movimento fu John Ball che organizzò una rivolta contadina che aveva come obiettivo quello di confiscare i beni immobiliari ecclesiastici e liberare l’accesso alle terre signorili. Questa rivolta arrivo fino a Londra dove però la nobiltà soppresse il tutto nel sangue. Nonostante l’insuccesso delle rivolte per via della scarsa organizzazione si iniziò ad intravedere una crisi nel sistema signorile , che favorii lo sviluppo di una classe media contadina.

-Le monarchie nazionali.
I fattori comuni del consolidamento monarchico.
Tra il 300 e il 400 ( periodo definito autunno del Medioevo ) si manifestò uno stato di decadenza delle grandi istituzioni universali, come per il papato ed impero che fino ad allora avevano dominato la politica europea. Con la crisi dei poteri universali si arrivò alla definizione di un nuovo ordine europeo, caratterizzato dalla nascita di nuovi poteri nazionali, questo avvenne in Spagna Inghilterra e Francia e avvenne per via di molteplici cause.
Una di queste la ritroviamo nelle guerre espansionistiche combattute per motivi dinastici o per semplici motivi espansionistici.
Un'altra negli eserciti regi e artiglieria dovevano dipendere da feudatari e da cavalieri per fornire difesa al territorio , invece le lunghe guerre nazionali richiesero degli eserciti permanenti ,questo portò ad un grosso aumento dell’ importanza delle istituzioni militari.
Inoltre lo stato sostituii progressivamente i poteri locali in parte nella fiscalità e nell’amministrazione della giustizia. Ebbe quindi sempre più bisogno di funzionari soprattutto borghesi , quindi accanto alla nobiltà di spada nasceva una sorta di nobiltà di toga.
Dato che il patrimonio personale dei sovrani non bastava alla loro politica si dovette organizzare un vero sistema fiscale capace di prelevare risorse in tutta la nazione , istituendo imposte indirette come sulla merci importate o di transito o dirette come sui redditi e patrimoni. Un altro grande passo si ebbe con la coniazione di nuove monete , in questo modo i sovrani guadagnavano sia dal conio che dalla sua svalutazione , tutte queste cause diedero enorme potere allo stato che riuscii ad imporre una tassazione anche alle chiese.
Infine ci fu un alleanza tra il re e le classi emergenti contro i privilegi e le tendenze conservatrici della grande aristocrazia.
Tutto questo provocò l’ascesa degli stati nazionali ma in un processo lungo e graduale, che assorbiva senza abolire radicalmente molte nuove istituzioni.

-Il rafforzamento della monarchia francese
In Francia il processo di rafforzamento dell’istituto monarchico era cominciato già sotto il governo di Filippo Augusto , che sconfisse le truppe inglese . Successivamente il monarca Luigi IX il Santo e Filippo IV il bello si arrivò ad uno scontro con il papato per affermare l’autonomia e i diritti di sovranità sul territorio.
Al processo di espansione territoriale , attraverso un ciclo di guerre , si era avviata la creazione di istituti politici e amministrativi sottratti alle amministrazione feudale, e si crearono il consiglio del re che coordinava l’azione esecutiva del sovrano ; poi ci fu la corte dei conti che si occupava dell’organizzazione del bilancio fiscale; poi fu creato il parlamento che era la corte di giustizia , furono anche creati l’assemblea degli stati generali che si occupava dei sudditi del sovrano e infine cerano i funzionari pubblici che erano dei funzionari che agivano in maniera diretta sul campo rappresentando il sovrano.
Per rafforzare il suo ruolo i monarchi accentuarono il carattere sacrale del potere intendendolo come investitura divina, quindi agli occhi del popolo la figura del monarca diventò sempre più carismatica , in quanto egli faceva discendere il suo potere dall’alto. Secondo le credenze popolari il sovrano aveva il potere taumaturgico ovvero era in grado di guarire alcune malattie . A differenza della società feudale, che era caratterizzata da un accordo tra reciproco , i monarchi francesi avevano accentrato il loro potere . Fecero ciò anche con guerre per il controllo del territorio francese attraverso le quali riuscivano ad estendere il potere della corona. Quindi la Francia si appresta a divenire uno stato con un identità nazionale ben definita con a capo un unico sovrano.

- L’Inghilterra fra XII e XIV secolo
Il regno d’Inghilterra aveva subito una significativa trasformazione. Per via di una concessione da parte di Giovanni senza terra ,chiamata magna charta, che stabiliva i limiti del potere del sovrano,concedeva ampie liberà ai nobili alla chiese e alle città e decretava la nascita di una struttura assembleare permanente , il gran concilio, che era composta da i grandi aristocratici del regno detentori di grandi proprietà terriere, e aveva inizialmente solo poteri fiscali. Fu istituita anche la camera dei comuni che comprendeva i rappresentanti della piccola nobiltà, del basso clero e della borghesia urbana. Cosi si creò un parlamento composto da due camere. Questa concessione poteva sembrare un passo indietro nei confronti della monarchia statale che aveva subito numerose sconfitte in Francia e che si trovava a contrastare anche il clero e l’aristocrazia. Tuttavia però nonostante questo documento limava il potere del monarca a sua volta lo legittimavano.
L’Inghilterra stava subendo anche profonde trasformazioni produttive visto che i ceti mercantili assumevano sempre maggiore importanza. Si iniziarono a distribuire i terreni e attraverso le recinzioni a distinguerli. Si formò cosi’ una classe di medi proprietari terrieri che portò ad un incremento della produzione. Lo sviluppo di un ceto imprenditoriale consapevole dei propri mezzi fece scaturire nuovi conflitti tra la corona e l’aristocrazia, quindi il parlamento allontanò i rappresentati voluti dal monarca , e successivamente il parlamento stesso dopo aver acquisto abbastanza potere imprigionò il monarca del tempo concludendo la dinastia. Ma al di là delle tensioni interne il governo inglese era molto attento alla guerra che si stava combattendo in Francia, la cosiddetta guerra dei Cent’anni



-La guerra dei Cent’anni
Il secolare scontro che oppose Francia ed Inghilterra tra il 300 ed il 400 determinò fondamentali trasformazioni istituzionali. Il motivo principale della guerra era che la dinastia inglese essendo discesa da conquistatori francesi vantava il diritto territoriale su molti feudi francesi. Per cui si creò una situazione in cui il re d’Inghilterra era anche feudatario del re di Francia . Tutto cominciò con la morte del re Carlo IV dopo la quale si scatenò una guerra per la successione tra il cognato Edoardo III re d’Inghilterra e Filippo VI cugino del re. Il confitto continuò con molte vittorie inglesi e con varie rivolte della popolazione francese che dopo aver dovuto cedere vari territori per un armistizio le riconquistano la vicenda continuò fin quando non intervenne Giovanna d’arco, una giovane contadina che in un momento di difficoltà per i francesi rivendicò un mandato divino e si pose al capo dell’esercito .Tutto questo consenti alla Francia di superare i conflitti sociali interni che avevano portato ad una guerra tra Borgognoni, che si schierarono con gli inglesi e gli Armagnacchi.
Tale divario tra due famigli nobili era stato creato in seguito alla crisi dinastica causata da Carlo VI e dall’opposizione dei due pretendenti al trono.

-Le conseguenze del conflitto in Francia e Inghilterra.
La corona francese uscii rinforzata dal conflitto secolare, il sovrano riuscii a sottomettere la chiesa a se. La sconfitta dei borgognoni e la loro sottomissione al re significarono di fatto la fine delle resistenze della grande feudalità nei confronti del potere monarchico. In Inghilterra invece la situazione dopo il conflitto era molto negativa al trono vi era un re minorenne incapace di prendere decisioni anche per il suo squilibrio mentale, per questo si scatenarono altre guerre interne per la successione al trono. Le famiglie che volevano il torno avevano come emblema una rosa bianca per la fazione degli york e rossa per i lancaster per questo la guerra venne definita la guerra delle due rose. Questa guerra portò ad un vero e proprio collasso economico e istituzionale. Il conflitto fu poi risolto dai 2 discendenti delle opposte casate che si unirono in matrimonio, con il nuovo sovrano che prese in nome di Enrico VII . Enrico VII consolidò molto la monarchia e si unii principalmente alle fazioni di bassa nobiltà come la borghesia , per evitare il rafforzarsi dell’aristocrazia feudale.
Si creò quindi una nuova istituzione che aveva il compito di impedire la creazione di nuovi eserciti da parte delle aristocrazie , che prese il nome di Camera stellata. In conclusione possiamo affermare che sia Francia che Inghilterra hanno solo tratto giovamento da questa guerra , la Francia per via
dell’unificazione del territorio nazionale e l’Inghilterra per essere diventata un vero stato unitario dopo i conflitti interni.


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2 replies since 18/7/2006, 16:25
 
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